Il mio primo scopo è far conoscere, particolarmente
agli esclusi, che Dio non ha mai escluso qualcuno,
che la missione di Gesù era rivolta alle persone
che la società rigettava.
Queste cose, che spesso non sono conosciute dai
cristiani di oggi, cambiano il messaggio della Chiesa
- Istituzione (che è spesso ristretto e freddo)
per scendere al livello di noi tutti, uomini e donne
che facciamo lo sforzo dell’ogni giorno dal
profondo del nostro cuore.
Il sito è in lingua francese.
SAFFIA, DONNA DI SMIRNE
(edizioni Novalis)
Un giorno, un’amica mi ha detto di non capire bene la
Chiesa cattolica. Ha aggiunto che non sapeva come aveva
cominciato e com’erano le persone che finalmente facevano
parte di una realtà greco-romana nel primo secolo della
nostra era. Mi dice: Tu dovresti scrivere un romanzo storico
su questo soggetto! Ed io risposto: Non, è impossibile!
Le ricerche sarebbero troppo grande, enorme!
L’idea non mi lascia e cominciò a leggere i testi del
Nuovo Testamento con, in testa, la nozione di una redazione
possibile. Poi, mi sorprendo ad ascoltare le delusioni e
le speranze delle persone concernendo la fede in generale,
Dio, la Chiesa etc. Do attenzione alle mie sofferenze, le
mie attese in fronte all’Istituzione e anche alla mia fede.
Voglio parlare di un Gesù di Nazareth senza potenza né prestigio
ma solo con il suo amore.
Devo dire che da dieci anni, studio in teologie. Avrò
il mio baccalaureato in maggio. Ho fatto molti anni di benevola
e ho anche lavorato come agente di pastorale.
Non so quando ho cominciato a essere disturbata dalla
situazione delle donne nella Chiesa. È vero che dall’inizio,
le donne non hanno il diritto di prendere veramente la parola
in una Chiesa che è sempre stata diritta da uomini.
Ho anche voglia di parlare dell’amore di Dio. Lo faccio
da anni, in poesia, in teatro ma ho voglia di sostenere
che l’amore di Dio va al di là delle legge e di tutte le
legalità. Dio non esclude nessuno del suo amore non abbiamo
bisogno di codice per saperlo. Spesso quando studio,
vorrei che la gente possa conoscere le cose appassionanti
che sono dentro i miei libri di teologa e che dicono oltre
che “fai questo o no lo fai”! So che molte persone lasciano
la pratica religiosa perche quella ultima non fa più senso
nella loro vita.
Particolarmente so che nel mondo greco-romano, la schiavitù
è normale, fa parte delle economie della società. La schiavitù
di questo tempo mi parla dei problemi dei bambini nella
pianeta intera: i bambini schiavi del passato e del presente,
in tutti i paesi del mondo.
Prendo la decisione di fare un romanzo per denunciare
la situazione delle donne nella Chiesa e anche l’asservimento
nell’umanità.
Le ricerche:
Ho già detto che ho letto il Nuovo Testamento. Era la
prima tappa. Dopo, ho ripreso i libri universitari, ho incontrato
molti professori che mi hanno aperto la loro libreria. Ho
visto teologhi, uomini e donne. Abbiamo parlato e tutto
questo mi ha aiutata a fare una prima visualizzazione.
Per dare una consistenza ai miei personaggi, devo avere
una prima idea della loro materialità, devo avere la possibilità
di muoverli come voglio. Per esempio, se la mia eroina vada
nella cucina, qual è veramente la sua cucina? Dove lei possa
andare da sola senza fare una cosa vietata dalla sua società?
Facendo queste ricerche, ho deciso che il mio romanzo
doveva essere femminista. Mi sentivo invitata a scrivere
sulle donne perche ero disturbata dalla loro assenza nella
storia e dall’esclusione di cui facevano l’oggetto ieri
e oggi. Volevo raccontare il dolore delle donne nella
storia dell’umanità.
Sul piano storico, i protagonisti viaggiano molto a piedi,
in carovana, in barca, in nave. Per loro, è l’unica cosa
da fare per conoscere i dintorni, per sapere come sono le
altre comunità. Sono accogliate da altre persone che seguano
Cristo e con loro possono scambiare le esperienze vissuto
nella comunità e fuori di essa. Possono anche parlare del
mondo, soprattutto di quelli che vedono i cristiani come
degli esseri differenti, pericolosi degli quali devono diffidarsi.
Presentazione di Saffia, femme de Smyrne:
Non abbiamo testi che parlano della vita delle donne
nelle ere cristiana. Sappiamo pero come vivevano le signore
di questo tempo. Allora, ho immaginato Saffia e gli altri
personaggi. Vivano una vita normale, comune, soprattutto
plausibile. La storia comincia nella città di Smyrne che
oggi si chiama Izmir in Turchia. Saffia e i suoi compagni
viaggiano perche era l’unica possibilità di incontrare le
altre comunità cristiane. I viaggi di questo tempo sono
sempre accompagnati di numerosi pericoli.
Ho già detto che Saffia è una giovane donne aperta alla
novità. Lei possa essere influenzata da Fulvia, una donna
più matura che insegnava agli altre e presidiava le incontri.
Ci sono anche schiavi che hanno problemi, dolore; ci
sono bambini che soffrono della loro oppressione. C’è l’episcopo
Policarpe che ha vissuto veramente a Smyrne… Gli svenimenti
sono molteplici: incontro con pirati, maremoto, frizione,
dolore, speranza, storia d’amore, di paura, di felicità.
Le comunità crescono in un ambiente, dove sono accettate
solo in parte. In fatto, l’anno 117 è un periodo calma perche
se non c’è nessun denuncia di cristiani, gli autorità gli
lasciano in pace.
Per finire, possiamo dire che Saffia, femme de Smyrne
è un romanzo storico uguale agli altri con un soggetto un
pochino differente!