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• Noi Siamo
Chiesa
www.noisiamochiesa.org
È il sito di “Noi Siamo Chiesa” che è un movimento impegnato nella
riforma della Chiesa cattolica nella linea delle indicazioni del Concilio
Ecumenico Vaticano II. Esso opera in una prospettiva ecumenica e di
dialogo interreligioso, è indipendente da qualsiasi struttura organizzata
della Chiesa ed aderisce all’International Movement We Are Church-IMWAC.
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• Associazione
Culturale "don G. Giacomini"
www.finesettimana.org
L'Associazione Culturale "don G. Giacomini", svolge un'attività di
tipo culturale volta alla divulgazione di una rinnovata riflessione
teologica sul senso del credere oggi, attenta ad una rilettura della
Parola ed attenta al modo di pensare e di vivere delle donne e degli
uomini di oggi. Questa attività si concentra nella programmazione annuale,
a partire dal 1979, degli incontri dei "Fine settimana", le cui relazioni
sono poi tradotte in quaderni a disposizione di chi le desidera. Da
alcuni anni abbiamo un sito che non solo pubblicizza la nostra attività,
ma contiene ampie sintesi delle relazioni svolte durante gli incontri.
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• Movimento
Concilio Vaticano II
www.mocova.it
Il MO.CO.VA. si batte perché il Concilio Vaticano II non sia solo
un evento ufficiale, formale e giuridico, ma fonte ispiratrice di dialogo
cordiale e intelligente con l'uomo contemporaneo. Il Concilio è stato
svuotato e tradito: occorre il suo rilancio vitale.
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•Teologia
e Liberazione
teologiaeliberazione.blogspot.com
Da un piccolo gruppo di persone legate ad una parrocchia torinese
è nato questo blog.
Le motivazioni scatenanti sono legate alla percezione, sempre più forte,
di una chiesa senza libertà, e quindi la necessità di una fede LIBERATA
e di una teologia della Liberazione. Una possibilità di credere in un
vangelo che dal basso salga fino alle gerarchie della chiesa per convertirle,
per mostrare un volto più umano, per dare speranza a tutti coloro che
non si sentono accolti, amati, rispettati da questa chiesa, per dare
spazio alle loro istanze di libertà.
Il blog raccoglie pensieri, riflessioni, commenti, articoli. Abbiamo
scelto di chiamarlo “Teologia e Liberazione. La voce di chi non
ha voce” per l’amicizia che alcuni di noi nutrono verso il popolo
latinoamericano e per le prassi di liberazione che si sono sviluppate
nel Sud del mondo. Il sottotitolo indica i destinatari del messaggio:
i poveri, le donne, gli omosessuali, chi cerca sinceramente e con umiltà
la verità, chi cerca la pace...
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•Direzione
Ostinata
direzioneostinata.wordpress.com
Il blog di Andrea Ruberti, creato per "dare un po' di voce" ad un'altra
Chiesa possibile dopo avere abbandonato, nell'agosto 2010, il celibato
ecclesiatico. Una scelta inevitabilmente, purtroppo, di “rottura” che
vive e inquadra in un cammino di profonda linearità nella sua maturazione
umana, di fede e di presbitero.
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•Alternative
nella Chiesa
http://alternativenellachiesa.blogspot.com
Una Chiesa "alternativa" non deve necessariamente fare tante cose
diverse o in più, rispetto a quanto sta facendo ora. Bisogna invece
convertire il metodo attraverso il quale nella Chiesa si ragiona, si
prendono decisioni, si fanno scelte.
Nel blog mi soffermo su questo metodo alternativo, perché mi pare di
grande importanza.
La Chiesa alternativa possibile che spero è quella dove nessuno può
dirsi "la" Chiesa, "la" verità, "la" parola definitiva. E' una chiesa
dove forse abbiamo compiti e ruoli diversi; ministeri, carismi diversi.
Ma tutti di uguale dignità, di uguali diritti, e uguali davanti al Dio
che crediamo. [Mauro Borghesi]
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FOCUS
pubblicato il giorno 23 ottobre
2011
• I VESCOVI NON
DISCUTANO IN SEGRETO
DELLE NORME SUI PRETI PEDOFILI
“Noi Siamo Chiesa” chiede formalmente che la Conferenza Episcopale
apra una ampia e seria consultazione sul documento di applicazione in
Italia delle norme vaticane sui preti pedofili
La inevitabile minore attenzione dell’opinione pubblica alla vicenda
dei preti pedofili non può e non deve permettere che lo scorrere del
tempo finisca per facilitare una “normalizzazione” in senso negativo
del problema. Sarebbe un ritorno alla situazione precedente, scossa
solo quando la magistratura o la stampa intervengono su casi troppo
evidenti e gravi (come quello di don Franco Seppia a Genova) o da campagne
faticosamente gestite controcorrente dalle organizzazioni delle vittime
in USA, in Europa e anche, recentemente, in Italia.
Il nostro paese non è un’isola a sé stante rispetto alle situazioni
degli altri paesi. Una documentazione, analitica e abbondante, è ormai
disponibile sulla situazione italiana. Le ripetute minimizzazioni e
sottovalutazioni del problema da parte della Conferenza Episcopale Italiana
non trovano riscontro nella realtà. Fu lo stesso Mons. Charles J. Scicluna
(intervista all’Avvenire del 13 marzo 2010), promotore di giustizia
presso la Congregazione per la dottrina della Fede (CDF), ad affermare
che in Italia “esisteva una certa cultura del silenzio che vedo ancora
diffusa”. Questo atteggiamento della grande maggioranza dei vescovi
ha avuto come conseguenza una mancanza assoluta di autocritica, affidandosi
essi solo “al rigore e alla trasparenza nell’applicazione delle norme
processuali e penali canoniche come strada maestra nella ricerca della
verità” (comunicato del Consiglio Episcopale Permanente del 30 marzo
2010). E’ proprio questa strada che invece deve essere radicalmente
cambiata.
L’avvenuta emanazione, lo scorso 3 maggio, da parte della CDF di una
“Lettera circolare per aiutare le Conferenze Episcopali nel preparare
Linee guida per il trattamento dei casi di abuso sessuale nei confronti
di minori da parte di chierici” dovrebbe modificare questa situazione
di immobilismo. Questa circolare, che ha parecchi elementi positivi,
sembra scritta appositamente per la CEI ma è, ovviamente, indirizzata
a tutti i vescovi del mondo. Nell’assemblea generale dei vescovi di
maggio non si è parlato del testo vaticano appena emanato. Dopo la sua
riunione di settembre, il Consiglio Episcopale Permanente ha invece
iniziato a discutere una bozza di documento per preparare le “Linee
guida”, parlando, come informa il comunicato conclusivo, del percorso
formativo dei seminari, dell’ascolto delle vittime e dell’accompagnamento
dei sacerdoti coinvolti. Ma nulla si dice sui due punti centrali che
dovrebbero esservi contenuti : l’obbligo di denuncia, in tempi rapidi
e con caratteristiche ben definite, del prete pedofilo all’autorità
civile (magistratura e polizia) anche se, a tutt’oggi, non vi è in Italia
un obbligo giuridico in tal senso, e l’istituzione di una struttura
non “clericale” che in ogni diocesi (o insieme di diocesi contigue)
costituisca il primo e più importante referente per le vittime. I vescovi
non possono ignorare questi due nodi della questione se vogliono impegnarsi
sul serio, non possono prescindere da obblighi tassativi e da strutture
specifiche e operative (tipo quella messa in opera da tempo nella diocesi
di Bolzano, dove il laico Dott. Werner Palla da un anno e mezzo ha un
ruolo indipendente di intervento sul problema, su incarico della diocesi
). “Noi Siamo Chiesa” ha già fatto da tempo proposte specifiche che
si possono leggere nella parte finale del proprio documento del 31 marzo
2010 (leggibile in calce). Altre se ne possono aggiungere come quella,
da più parti avanzata, di istituire una Commissione d’inchiesta sulla
pedofilia del clero fornita di procedure certe e a composizione mista
(rappresentanti delle vittime, esponenti del clero, esperti, operatori
pubblici), come quella, di coinvolgere di più le responsabilità delle
gerarchie interne degli ordini religiosi o come le altre, giustamente
severe, contenute nel documento del primo ottobre di nove associazioni
italiane e internazionali (leggibile sul sito www.ildialogo.it). La
CEI dovrebbe poi occuparsi in modo specifico delle vittime, prevedendo,
per esse, anche strutture di aiuto psicologico, oltre agli eventuali
risarcimenti e dovrebbe pretendere un assoluto rigore da parte dei vescovi
per quanto riguarda l’allontanamento dal contatto coi minori dei preti
condannati o incriminati.
Questa bozza, ora segreta, è doveroso che sia sottoposta all’opinione
di quanti nella Chiesa hanno titolo ad esprimersi, a partire dalle vittime
e da altri (rappresentanti dell’associazionismo famigliare, psicologi,
educatori, alcune associazioni di base impegnate sul problema….). Per
la delicatezza del problema e per il segreto mantenuto troppo a lungo
su queste questioni, non è accettabile che questo testo sia discusso
ed emanato dagli stessi soggetti ecclesiastici che, per anni e con le
dovute eccezioni, sono stati reticenti, hanno “coperto”, in varie forme,
casi gravissimi, che, di fatto, troppo spesso si sono collocati a fianco
dei colpevoli e non delle vittime e che sono stati, diciamolo apertamente,
omertosi. E’ necessario un rovesciamento del sistema. I tempi sono stretti,
la CEI dovrà decidere, secondo le indicazioni del Vaticano, entro il
prossimo maggio. Chiediamo formalmente che il problema sia discusso
apertamente, che la bozza sia conosciuta. Si studino e si decidano subito
le procedure per una consultazione efficace, trasparente e non reticente.
E’ necessario, è possibile percorrere strade nuove. La conferenza Episcopale
Tedesca , per esempio , prima ancora delle “Linee guida”, nel settembre
2010, ha emanato “Direttive” che ci sembrano affrontare molto seriamente
il problema anche dando positiva soluzione ai due punti aperti che abbiamo
indicato. Questo testo viene allegato in una ottima traduzione. Il testo
tedesco potrebbe essere preso come base per quello italiano.
NOI SIAMO CHIESA
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