Stanotte ho sognato il Papa che
dalla Piazza San Pietro (non dalla finestra!) seduto a
terra con un paio di pantaloni, un maglione e scarpe da
ginnastica circondato da fedeli, anch'essi seduti e in
silenzio, parlava loro. I fedeli non erano molti, circa
una ventina... Scusate, guardando bene hanno microfoni e
telecamere: sono giornalisti.
Il Papa inizia a parlare, i
giornalisti non fanno domande come di consueto.
Aspettano, perché sanno che qualcosa di saggio, profondo
e autentico arriverà. Si fidano di questo Papa. Lo hanno
già ascoltato, non mente, si mostra per quello che è.
Non usa parole per difendere cose sbagliate della sua
Chiesa, o per farla sembrare perfetta, o l'unica. È
umile, emana amore... Inizia a parlare, c'è silenzio.
“Care sorelle e cari fratelli, le
notizie che ultimamente sono comparse nei vostri
giornali, e che voi giustamente avete dovuto riportare,
sono state per noi occasione di preghiera e riflessione.
Sapere che nella nostra chiesa ci sono suore e preti che
sbagliano, che fanno soffrire i fedeli, ci aiuta
umilmente a ridimensionare la nostra arroganza, a
renderci conto che siamo uomini e donne che sbagliano,
fragili, imperfetti. Ci dimostra che non abbiamo l'unica
verità, quella è solo di Dio. Gesù ce ne ha mostrata una
parte, ma senza mai scrivere una parola. Pensate che si
è fidato di ciò che avremmo scritto noi e poi
interpretato! Che sognatore!
La nostra è una chiesa fatta di
noi, religiosi e religiose, ma anche di tutti voi. Noi
sbagliamo e abbiamo bisogno del vostro perdono. Il
perdono serve per riconoscere la nostra umanità, non per
cancellare l'errore. Quelle persone che voi avete
menzionato sui vostri giornali, sono state denunciate se
hanno commesso reati. La giustizia civile e penale farà
il suo corso: noi la seguiremo con rispetto e verità,
senza coprire o mascherare. Quello che però possiamo
fare noi è aiutare queste suore e questi preti che hanno
bisogno di aiuto, di accompagnamento psicologico e
affettivo. Non li abbiamo spostati in un'altra diocesi o
in un'altra comunità. Non è rispettoso della loro
dignità e di quella dei nuovi fedeli. Sono certa che se
dove abito io e nelle parrocchie i preti condividessero
di più i propri incarichi e responsabilità con le donne,
tanti problemi si affronterebbero diversamente: il
Signore ci ha fatti diversi proprio per collaborare.
Sappiamo che la donna sa guardare dove l'uomo non vede,
sa parlare al cuore, sa toccare le corde giuste. Pensate
che bello quando potremo concelebrare insieme!
Ora le cose stanno cambiando, ma
quando ci formano nei seminari ci insegnano tante belle
cose di teologia e filosofia, ma dimenticano sempre di
aiutarci a conoscere la nostra interiorità, affettività,
sessualità. Siamo uomini e donne che sentiamo il
desiderio di intimità con l'altro, sentiamo il bisogno
di essere abbracciati e rassicurati. Questi sono i
momenti di maggior tentazione: per questo anche noi
abbiamo bisogno di amici e amiche per alleviare la
solitudine.
Voglio ringraziarvi per aver
mostrato a tutti una chiesa che può sbagliare, magari
aiuta i fedeli a sentirsi accolti nelle nostre chiese,
dove anche noi non siamo perfetti, ma vulnerabili. I
divorziati, chi ha abortito, gli omosessuali, le
prostitute non si sentiranno più giudicati da noi. Ogni
volta che qualcuno punterà un dito contro di loro, ci
ricorderemo di guardarci prima dentro. E allora le
chiese saranno finalmente piene di donne e uomini che
sentono il bisogno di essere sanati e di sanare. Si
sentiranno che possono partecipare al banchetto di Dio
(l'eucarestia) anche se hanno peccato, perché la
misericordia di Dio sa guardare nel cuore profondo di
ogni essere umano... e li trova la Sua immagine, perché
siamo sue creature. Amen”
D'improvviso mi sono svegliata...
correvano le immagini in TV di una messa in latino a San
Pietro, e quello di spalle sembrava essere proprio il
Papa. Era chiaro che era solo un sogno il mio... ma era
bello e mi sentivo meglio, con più energia per abitare
questa chiesa che oggi mi fa soffrire. |